I bronzi di Riace, tra stupore e mistero. Fu una tra le più  grandi scoperte del XX secolo, (agosto 1972), sul fondo del mare di Riace, in località conosciuta e chiamata"Portu Farticchiu", nome non riportato in nessuna carta topografica, ma noto agli abitanti di Riace, per essersi tramandato di generazione in generazione, fino ai giorni nostri. Fu il nome, portu farticchiu ( toponimo), che suggerì a me, "ing. Giuseppe Campagna", di indagare. Durante la lotta civile e culturale ( 1980-81), nella veste di Sindaco, per la rivendicazione e collocazione dei Bronzi di Riace nel loro naturale luogo, mi chiesi se quello fosse un nome a caso.La risposta fu no; un nome ha sempre una sua spiegazione. Così un giorno, una bella giornata di primavera del 1981, ebbi l'idea di salire sulla collina, nel punto più alto, antistante a porto farticchio. Da qui, potei notare la sagoma di portu farticchiu.( vedi foto accanto). Era un vero porto? Un semplice approdo? Nessuno lo sa. Certo è che il luogo di ritrovamento dei bronzi di Riace è chiamato "Portu farticchiu", in modo dialettale.
Cosi nel 1981, telefonai al sovrintendente, nella persona della dott.ssa Lattanzi, la quale, per la verità, tempestivamente ordinò di fare un rilievo di Portu farticchiu. Copia del rilievo mi fu donata dalla stessa dott.ssa in segno di gratitudine, che io conservo gelosamente.
Vi è un'altra vicenda interessante , sorprendente e ,per certi versi ,suggestiva legata a portu farticchiu, luogo naturale dei bronzi di Riace:
Era consuetudine,e tutt'oggi esiste, dei riacesi di portare nel mese di maggio le reliquie dei Santi Cosimo e Domiano ( antichi dioscuri Castore e Polluce?), proprio a Portu farticchiu.
Una semplica coincidenza, dimenticata nel corso dei secoli,o i riacesi, in qualche maniera, sapevano dei bronzi di Riace? Un antico culto pagano sostituito, con l'avvento del cristianesimo, con il culto dei Santi Medici Cosimo e Damiano? Nessuno lo sa. Certo è che, lì. ogni anno, nel mese di maggio, la Chiesa porta a Portu farticchiu le reliquie dei due santi. Proprio due santi come due sono i Bronzi di Riace. E' puro caso?
Oggi nessuno sa l'origine dei bronzi. Tante ipotesi ma . . . nessuna certezza. Di certo solo che i bronzi sono stati rinvenuti lì, in prossimità di portu farticchiu.
Perché, nella qualità di primo cittadino, mi sono battuto per la restituzione a Riace dei bronzi? Intanto per due motivi molto semplici, che dimostrano peraltro che essa (l'azione)non era legata a ragioni puramente campanilistici, poichè questa parola non fa parte del mio vocabolario. Primo la città di Reggio Calabria per la sua collocazione geografica è una città di transito. I fatti sembrano darmi ragione. Coloro che vengono per visitare i bronzi fanno appena in tempo a vedere i bronzi, per poi prendere la strada verso la Sicilia. Mentre Riace, baricentrico lungo la costa Jonica, offre la possibilità di soggiorno con la sua bella costa, legata a due passi con i luoghi di montagna e la possibilità di un itinerario turistico-artistico.
Per questo avevo approvato il progetto per la costruzione del museo, che già esiste, una bella e grande struttura topologica, pensata e voluto dal sottoscritto. Doveva essere, e lo è, un centro culturale polivalente, era il mio desiderio, consapevole di non creare una cattedrale nel deserto. L'intento cioè era di abbinare alle esposizioni, per esempio, anche le scuole, una biblioteca e cosi via, in altre parole ero quello di renderlo animato. La sovraintendente, dott.ssa Lattanzi, mi aveva promesso che, una volta completato il centro, avrebbe provveduto ad allestire la sala di esposizione di opere d'arte, naturalmente sotto la loro direzione.
Concludo dicendo che ha perduto Reggio calabria e la costa Jonica con il suo retroterra, e dunque la Calabria. Io ho fatto solo la mia parte.
Badate bene!! I soli bronzi costituisco un museo, ma questa politica non piace alla sua dirigenza: è uno, tra i tanti motivi, mi dispiace dirlo, che hanno ridotto tutta la Calabria a pura miseria. Io amo definire la politica calabrese, nonché i suoi dirigenti, su misura. Non una politica che ha saputo o sa guardare al globale. Essa è cosi la misura anche di una decadenza e/o di un impoverimento culturale, non solo economico.
Per fare un esempio: se non ci si preoccupa della salute dei cittadini, ( vedi per esempio gli ospedali) come puoi pensare che ci si preoccupi dei problemi più in generale della gente?
Spero,in breve, di avere detto tutto, nè più di tanto voglio dire, non fa parte della mia cultura. Il mio è solo una sorta di suggerimento a che i tuoi i nostri figli, non vengano fagocitati di "buchi neri" creati dall'uomo. Il mio non è utopismo, del resto non può esserlo: l'ingegnere costruisce coi fatti non con le parole. Poi, essendo io stato sindaco per ben dieci anni, ho una conoscenza diretta dei fatti. Sono pragmatico, ma allo stesso tempo il mio spirito rimane sempre vigile. Il mio motto è:... poche cose ma fatte bene, con il cuore. Punto.
Poi mi chiedo, perché non si decide di adottare il decentramento dei beni artistici ritrovati? Perché rompere il rapporto tra beni artistici e luogo di ritrovamento?
Colgo inoltre l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto nella mia azione, mettendo a disposizione quanto fosse possibile: in particolare Enzo Tortora, di cui conservo una lettera manoscritta, molti giornalisti tra cui Pino Nano, oggi a rai tre; la Rai che mi ha invitato nella sua sede di Roma, per un dibattito su i bronzi di Riace. Un ringraziamento anche alla città di Firenze, allora, 1981, sindaco Gabbuggiani dott. Elio, che ha saputo trasmettere al mondo i bronzi di Riace, dopo il loro restauro, avvenuto presso la sovraintendenza di Firenze, diretta dal dott Francesco Nicosia, che saluto.