Cos'è per me la filosofia?:
La filosofia inizia là dove finisce la vera scienza. Ogni essere umano, in un certo senso, è filosofo. Infatti il desiderio di conoscere è insito nella natura umana e nasce dallo stupore di fronte alla bellezza dell’universo. Ogni conoscenza produce una sensazione di felicità, sia quando si tratta di una semplice percezione sia, a maggiore ragione, quando consegue da una pura intuizione intellettuale, per Aristotele, un’illuminazione dello spirito. Questi sentimenti, per certi aspetti filosofici, sono nati prima dell’inizio della filosofia tramandata, perché non si può assistere senza domandarsi sulla natura che ci circonda. Questo chiedersi è la parte più bella dell’essere, perché, disinteressato e distaccato da interessi economici, è l’arricchimento spirituale interiore, quello che poi con naturalezza il nostro io, auto cosciente , tende quasi a “divinizzarlo” e a cielo sereno, improvvisamente, nascerà la percezione della presenza di un dio creatore: questa percezione è, secondo me, il più alto sentimento religioso.
La filosofia è amore del sapere, come lo è la scienza. Tra filosofia e scienza esiste però una bella differenza:....il filosofo, l'uomo, usa l'intuito,...mentre lo scienziato delle scienze deve combinare al suo intuito sia una teoria matematica, che poi dovrà essere sottoposta alla sperimentazione. Hanno in comune, quindi, solo l'amore del sapere, che non è poca cosa.
La filosofia è anche il preambolo della teologia, che si interessa delle cose di Dio.
Il fatto che ognuno di noi è filosofo, è dimostrato dal legame tra i nostri sensi e il mondo circostante. È il mondo circostante ad invitare i nostri sensi di riflettere sulle cose. Se sia una percezione giusta o non giusta delle cose è ben altra questione. Tuttavia ritengo le nostre riflessioni interessanti e per certi versi sorprendenti, di cui né spiegherò il motivo. Intanto mi chiedo: ..chi meglio percepisce l’idea del trascendente l’uomo comune o il filosofo di professione? Chi si comporta nel modo migliore nella vita quotidiana, per esempio dal punto di vista etico, l’uomo comune o il filosofo di professione? Ciò naturalmente prima di tutto vale per tutti noi.
Nel primo caso, nessuno sa, per cui nell’incertezza la percezione dell’uomo comune potrebbe essere la più giusta, come per esempio può essere parimente più giusta la religione induista o buddista piuttosto che la religione giudiaca-cristiana. Infatti la filosofia si pone anche come preambolo verso ogni fede religiosa. Il secondo interrogativo, più evidente, è connesso al primo, non solo per una questione culturale o religiosa, ma anche per una ragione che riguarda la razionalità, la natura immanente, il turbamento, la coscienza, in altri termini il senso vero o più naturale dell’umano. Le nostre riflessioni, dicevo prima, sono anche sorprendenti, perché senza saperlo, con la nascita e fiorire della fisica moderna, essi non sono più viste disgregate con del resto delle cose e/o indipendenti del resto dell’universo. I nostri sensi sono intrinsecamente legati alla materia-energia, cosicché ogni qual volta, in modo dinamico, il livello energetico-materiale né risente né risentiranno i nostri sensi. Per esempio un perfetto equilibrio mentale è legato, senza nessuno dubbio, alla dinamica dei nostri atomi, e dunque alla materia-energia. Ma questa stessa materia-energia è l’artefice della struttura geometria dello spazio-tempo, di cui noi, come tutte le cose animate o inanimate sono interconnesse con lo spazio-tempo, inteso come continuum quadridimensionale. Ma un equilibrio perfetto e armonioso dei nostri sensi potrebbe essere dovuto ad un certa fede religiosa, o più in generale ad un certo atteggiamento culturale, oltre che a fattori genetici. Chi ha ragione l’uomo comune o il filosofo di professione? Io dico che, in questo caso, ha sicuramente un vantaggio l’uomo comune “ per cosi dire”, perché indipendentemente da ogni cosa, vivrà una vita interiore serena, vuoi per la sua struttura genetica o per un fatto culturale personale, vero è che si troverà nelle condizioni migliori per vivere in modo per cosi dire armonioso. Diversa è la questione del filosofo di professione in rapporto con lo sviluppo scientifico. In questo caso, l’uomo comune, essendo privo di conoscenze specifiche, si trova nell’impossibilità di seguire, per esempio, il cammino del sapere scientifico, là dove questo lascia spazi non completamente ben definiti e chiariti. Nessuno filosofo penserà però di contraddire e dare le sue interpretazione sulla teoria copernicana. Diversa è invece la posizioni del filosofo nei riguardi di alcuni aspetti paradossali della fisica quantistica, in particolare modo del dualismo onda-corpuscolo delle particelle atomiche e subatomiche o del principio di indeterminazione di Heisenberg. Teniamo inoltre sempre presente che una conoscenza scientifica non potrà dirsi perfetta per certi versi, nel senso che essa per essere ritenuta completa, dovrà essere dimostrata teoricamente e sperimentalmente in contesto globale, il che significa in parole povere conoscere la natura intrinseca dell’intero universo. Stando a quello che ha scoperto Godel, è già impossibile. Per esempio si può conoscere la struttura e il “comportamento” di un atomo o di una molecola anche nei minimi dettagli, però messa in relazione ed in interazione con altri atomi o molecole si perderebbe la loro certezza sul loro vero comportamento, senza parlare della loro connessione ed interazione con resto dell’universo. Infatti nessuno penserebbe di dire: ..”conosco il comportamento del corpo umano nella sua globalità”. Qui il filosofo, munito però delle necessarie conoscenze scientifiche, ha ampio spazio di pensiero e può partecipare chiunque munito di coscienza, quando per esempio, ci chiederemmo se il corpo e lo spirito siano due entità distinti e separate. Qui è questione di fede e la filosofia diventa il preambolo della teologia in generale, inoltre qui il pensiero e la percezione dei sensi di tutti potranno avere, come in realtà hanno, diversissimi indirizzi o ramificazioni religiosi. Chiedersi quale sia la migliore religione da seguire non ha nessun senso, quando però questa rispetterà la libertà e la dignità umane di tutti. Ma una certa fede religiosa e/o una certa cultura filosofica-religiosa sono solo particolari aspetti, facenti parte di un sistema globale all’interno del quale vi sono infiniti sistemi variabili. Conoscere tutti i meccanismi dell’insieme significherebbe conoscere la natura intrinseca dell’universo, il che significherebbe pure conoscere noi stessi e in che modo noi siamo interconnessi ad esso. A questo livello di conoscenza, noi saremmo in grado di stabilire come è nato e come si è evoluto istante per istante l’universo. A questo livello di conoscenza sapremmo dunque dire cos’è l’assoluto. È un sogno? Secondo le nostre conoscenze attuale, non solo è un sogno ma anche impossibili o, meglio, seguendo il suggerimento di Godel, diremmo che è indecidibile, né possibile né impossibile, né vero né falso. Sicuro esiste una verità fisica intrinseca dell’assoluto, che noi né conosciamo né gli strumenti fisici- matematici attuali sono in grado di stabilire. Noi siamo solo in grado, attraverso la fisica sperimentale dopo e prima attraverso modelli matematici di analizzare pezzi dell’assoluto, pezzi peraltro incompleti sotto molti punti di vista che da qui a poco cercherò di descrivere. Dirò: attenti ai dettagli o alle sfumature, perché per conoscere anche un solo pezzo dell’insieme dobbiamo essere in grado di descrivere persino i più minimi dettagli o quelli che secondo noi sono i più insignificanti sfumature. Faccio un esempio per intenderci meglio. Il principio di indeterminazione di Heisenberg ci dice che impossibile conoscere sia la posizione sia la velocità di un elettrone per esempio con precisione assoluta, ma solo in modo probabile. Il modo probabile dice molto, ma non dice tutto. Anzi ci dice addirittura che noi non saremo mai in grado di conoscere la natura intrinseca dell’elettrone, e dunque la natura degli atomi. Ma noi, poiché stiamo discutendo di verità fisica-matematica e di percezioni filosofiche, ci possiamo permettere dire che nulla è impossibile. In altre parole facciamo affidamento della grande potenzialità del nostro cervello, persino esaltandolo come il computer dei computer senza limiti. In fondo non è tutto sbagliato definire il nostro cervello come mezzo assoluto, pur essendo esso stesso un solo pezzo dell’insieme corpo, connesso anche dell’intero universo. Credere in queste grandi potenzialità del nostro cervello significa almeno due cose: quella di essere ottimisti da una parte e dall’altra non scoraggiamo nessuno, perché nell’illusione facciamo crescere, chi sa, la conoscenza. E conoscenza dopo conoscenza molti misteri potrebbero essere alla fine svelati. In fondo questo è il vero senso della vita. Chi non vede, infatti, con gli occhi della mente l’universo come il mistero dei misteri? Da sempre si è pensato cosi, però la conoscenza non è stata sempre la stessa. Oggi nessuno, non lo pensano i veri giganti della vera scienza, che i fenomeni naturale siano conosciuti perfettamente, ma grandi passi verso la loro conoscenza sono stati fatti, e come. Per esempio oggi sappiamo che il colore del mare per fare un esempio non è colore oggettivo, ma soggettivo. Vediamo perché. Ognuno vede il mare, un insieme di molecole aggregate, e lo descrive di colore più o meno azzurro, nella normalità. Ma non sappiamo come gli occhi di tutti vedono le loro più sottili e insignificanti sfumature. Ma vi un fatto interessante da capire. Noi vediamo la topografia del mare nell’istanti in cui la luce riflessa raggiungerà i nostri occhi. Il tempo che intercorre tra il punto di partenza della luce e l’arrivo alla nostra vista, seppure molto piccolo, miliardesimi di secondo, ha la sua importanza, perché a rigore seppure in un miliardesimo di secondo, la topografia del sarà già mare cambiata seppure in modo impercettibile. Sono dettagli, da un punto di visto molto rigoroso hanno la loro importanza. Ma vi un’altra questione più fondamentale, chi ci dice che il colore del mare è azzurro? Se lo guardiamo di notte non appare più azzurro. Per gli animale potrebbero essere di un altro colore. Dunque il colore del mare è soggettivo. E’ tanto assimilata la nostra abitudine, fin dalla nascita, tanto che il nostro cervello lo vede più o meno di colore azzurro con le sue indescrivibili sfumature. Grazie alla scienza, sappiamo che la realtà intrinseca del colore del mare potrebbe essere diversa, o è diversa, anche se si trovi ( la scienza) nell’impossibilità di dire quale sia la sua vera natura intrinseca. Quindi oggi sappiamo grazie alla vera scienza che i nostri occhi non ci forniscono una immagine assoluta e completa delle cose che vediamo, ma ci danno soltanto un'immagine relativa alle loro possibilità di percezioni. Da questa conclusione, scientificamente provata, diciamo : attenti alle nostre percezioni, essi potrebbero ingannarci. Eppure, nell'inganno, tuttavia l'intelligenza dell'uomo ha saputo, indizio dopo indizio, capire che la natura è ingannevole: ciò è sorprendente, pensateci un momento.
L’universo, contenente le cose e interagente con esse, è dinamico, intrinsecamente legato allo spazio-tempo, come un’unica entità, di conseguenza l’energia-materia, che oltre a dare forma geometrica variabile, è variabile, pur restando costante. Noi che siamo fatti di atomi, veri “oggetti”, siano esse onde e/o particelle, la cui essenza è l’energia o un aggregato di essa ( materia), tenuta insieme dalle cariche elettriche, siamo esseri dinamici interconnessi e legati all’evoluzione dell’energia-materia, e quindi dell’universo. Di ciò la scienza è certa. Sotto questo punto di vista la nostra morte è una conseguenza legata all’evoluzione della materia-energia: muore il nostro corpo, diventiamo cenere, atomi, i quali continueranno a vivere ed evolversi. Qui si apre uno dei grandi misteri, quello dell’anima. Secondo la religione cristiana-giudaica l’anima è distaccata dal corpo: si distruggerà il corpo, diventando atomi, e l’anima continuerà a “vivere”. E’ una questione di fede, cultura di natura religiosa o filosofica-teologica. Secondo il mio punto di vista, il grande mistero è l’Assoluto, che trascende la nostra razionale intelligenza. Guardare all’Assoluto con gli occhi della mente, rappresenta per uno scienziato la grande religiosità. Il mondo è armonioso e noi facenti parte di questa armonia, come essere coscienti dobbiamo sapere cogliere il senso dell’armonia. Il nostro benessere interiore dipende da noi. Infatti ogni nostra azione finalizzata al bene ci renderà felici. I nostri turbamenti sono un riflesso delle nostre azioni. Ciò è realmente vero, perché ognuno di noi lo sperimenta, anche se tanti sono riluttanti o tarderanno ad ammetterlo. Ognuno di noi sa dove inizia e finisce la propria libertà, e dove inizia quella degli altri. Qui non esiste nulla che riguardi il trascendente, riguarda la sfera umana della nostra razionalità. La nostra vita è in simbiosi con l’armonia dell’intero universo, la sua evoluzione segue l’evoluzione dell’universo. Noi non siamo tutto l’universo, siamo un pezzo di universo, morirà un pezzo interconnesso, ma continua ad esistere, almeno molto più a lungo, l’universo dinamico: della sua storia ultima la scienza non è ancora nelle condizioni di dire con certezza che fine farà. Né la scienza vera sa come ebbe inizio realmente l’universo. La scienza non sa analizzare lo spazio-tempo zero. È, qui, il mistero ritorna a farsi vivo nella nostra mente razionale, che con naturalezza lo fa rientrare come la più grande religiosità dell’essere. Di fronte a questa “religione” nessuno potrà dirsi ateo, perché essa è rappresenta, secondo me, il più grande sentimento naturale innato: in altre parole, restare indifferenti è impossibile. Addebitare i mali, la morte all’Assoluto ( Dio) non ha nessuno senso, perché ogni cosa dell’universo segue una naturale evoluzione, in uguale misura. Incidenti fatali, meteoriti grande o piccoli sono caduti, cadono e continueranno a cadere sulla terra. I terremoti distruggono case, persone e continueranno a verificarsi. Le nostre malattie, le fatalità ci sono stati, ci sono e ci saranno. E cosi via. Gli addebiti, le colpe e cosi via vanno attribuiti agli assoluti irrazionali, quelli creati in modo innaturale dagli uomini. Gli assolutismi, le guerre, i soprusi sono degli uomini che non hanno saputo armonizzarsi con l’armonia dell’universo. È difficile trovare uomini, non saggi, che hanno saputo guardare con grande interesse la bellezza dell’universo. Ecco perché la scienza delle cose che ci circondano va diffusa, perché attraverso essa l’uomo si ridimensionerà prima o poi. La scienza vera aiuta l’uomo a trovare la via del godimento interiore. Del resto il grande libro per eccellenza è l’universo. Le cose però non vanno guardate come pezzi a se, ma nel contesto globale: sapendole leggere, significa trovare ciò che serve per una piacevole esistenza,.. non il paradiso, ma un’esistenza dinamica all’insegna dell’etica. Qui, merita citare, ciò che Einstein dice: “….“La cosa più bella che noi possiamo provare è il senso del mistero. Esso è la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la scienza. Colui che non ha mai provato questa emozione , colui che non sa più fermarsi a meditare e rimanere rapito in timorosa ammirazione , è un uomo morto: i suoi occhi sono chiusi. Questo scrutare nei misteri della vita , anche se misto alla paura, ha dato origine alla religione. Sapere che ciò, che per noi è impenetrabile, esiste realmente , manifestandosi come la più alta saggezza e la più radiosa bellezza che le nostre povere facoltà possono comprendere solo nelle forme più primitive -questa conoscenza- questo sentimento, è al centro della vera religiosità. In questo senso e solo in questo senso, io appartengo alla schiera degli uomini profondamente religiosi.” È noto quanto e come Einstein amava l’universo. Egli non solo rimane uno dei più grandi giganti della scienza, ma è altrettanto noto per la sua grande saggezza. Einstein ero un fisico, ma anche filosofo, non filosofo di professione, ma il filosofo della saggezza, come quella per eccellenza, la più comune, saggezza contadina. Tuttavia la filosofia è un mezzo culturale potentissimo. Essa è parte di noi, è riflessione dell’intelletto, è preambolo verso ogni religione, e se volete, è anch’essa, in certo senso, una religione, quella dell’anima, della passione verso la natura, della ragione umana, e con ragione umana cerca di capire persino il “ pensiero” di Dio.
Oggi ho fatto la mia parte, domani è un altro giorno…………..
Oggi è un'altro giorno, ho scritto ad una amica che non "conosco"...cosi:
....le regole giuste per un pizzico di saggezza della vita sono inscritte nella natura......"guardando il quadro di un pittore......vien da chiedersi: che senso abbia ammirare un dipinto quando è possibile ammirarlo in natura,....un dipinto il più naturale e suggestivo possibile? ......Eppure ha un senso? Quale? Le nostre aspirazione sono quelle di copiare la natura. Quanto più forte è l'amore per la bellezza della natura tanto più belli sono i nostri dipinti.....l'oggetto è il dipinto.......basta cambiare oggetto, e adottanto lo stesso criterio, vedrai che tutte le cose riusciranno nel modo migliore. Quale allora è il cammino della vita.......quello di non perdere mai la naturalezza"......
oggi vi lascio con questo pensiero.....domani lo verificheremo.......
Verso una visione globale del mondo
Quando ero giovane studente avevo, all’inizio, la sensazione che la letteratura, la matematica, la chimica, la biologia, la filosofia, la storia, la geografia, le lingue, la geologia, idrografia, la religione e cosi via, fossero materie l’una indipendente dall’altra. In realtà tutte queste discipline, complementari tra loro, rappresentano il lungo lavoro svolto dal pensiero umano nel corsi dei secoli. Esse, le varie discipline, rappresentano l’arricchimento e la crescita culturale della mente di ogni uomo. L’uomo attraverso di esse ha la possibilità di guardare il mondo che lo circonda nella sua globalità. Per esempio guardare al passato attraverso la storia è necessario per costruire il presente e il futuro migliori, impara a diventare più saggi, più prudenti. La storia delle religioni serve a che l’uomo possa scegliere, fra tutte le religioni, quella che meglio rappresenta l’etica, la morale, l’umiltà e la carità, requisiti graditi al Dio personale che, per la religione cristiana-giudaica fattasi uomo nella “ persona” di Gesù, rappresenta l’amore. La mente umana è aperta ad ogni cosa, da essa per cosi dire nascono teoricamente infinite variabili, molte note, altre che dovranno nascere: le nuove percezioni, che esaltano lo spirito umano, senza fine. Queste infinite variabili rendano la vita e lo spirito dell’uomo in un continuo dinamico, senza che essi potranno mai appiattirsi. Questa, quella della mente umana di contenere infinite variabili, è la parte migliore e sorprendente della natura umana, che la induce peraltro all’esistenza della natura trascendente, quella di Dio universale. Inoltre il fatto che dalla mente umana possono emergere, nel tempo e nello spazio, infinite variabili, pensieri ed intuizioni nuovi, fa riflettere che non esistono a priore livelli speciali e in particolare dogmatici di conoscenza, però non è neanche escluso che non potranno esistere. Il cammino è ancora troppo lungo per stabilirlo. La grande potenzialità della mente umana ci indica anche la possibilità di fare a meno del riduzionismo, convinzione tipica del positivismo: essa non dovrebbe favorire né il positivismo né la filosofia tradizione, quella dell’astrattezza, illuministica e dogmatica piuttosto dovrebbe guardare con favore le une e le altre nella loro globalità quando esse sono accompagnate dall’umiltà e dall’apertura. La stessa scienza vera, che dovendo seguire per forza un rigido protocollo sperimentale riproducibile nel tempo e in qualunque luogo dello spazio, dovrà essere accompagnata dall’umiltà. In altre parole dobbiamo prendere consapevolezza che la mente umana è capace di guardare la natura delle cose nella loro globalità. È un invito ad aprirsi ad una nuova cultura, ad una nuova filosofia, quella della globalità. Sorprendentemente la scienza, frutto della mente umana, ha creato un mezzo informatico di interazione, l’internet, capace di mettere insieme tutte quelle discipline scolastiche e altro facendoli interagire fra loro. L’internet è frutto della conoscenze fisiche e matematiche, ma è esso stesso è un “pezzo”, non trovato per caso, ma tratto dagli elementi esistenti nell’universo. Un mezzo, internet, i cui elementi “mescolati e nascosti” per lungo tempo nella natura diventa oggi per cosi dire il nuovo e piccolo mondo creato dalla mente umana:cioè un mondo nuovo pensato e creato dall’uomo. Allo stesso modo dobbiamo pensare che tutto l’universo sia stato pensato e creato da Dio. Chi poteva ( tra gli uomini del passato) infatti immaginare internet, per non parlare di altre affascinanti e sorprendenti scoperte? Con questa nuova filosofia “ globale” della vita si rafforzerebbero l’olismo e si ridimensionerebbe per certi aspetti il relativismo, cioè, quella concezione secondo la quale non esistono verità assolute, senza naturalmente escludere il libero pensare comune, non lesivo, ma tipico di una società in cui esistono usi e costumi propri. Si intravede qui il concetto di democrazia di pensiero, che vale per tutti, sia per quelli culturalmente avanzati sia per quelli che vivano con naturalezza senza una adeguata cultura, ognuno con la consapevolezza però che non si finisce mai di imparare. Si impara anche attraverso la cultura e la saggezza contadina. Non è la descrizione di un mondo utopistico, ma di un mondo più naturale, più essenziale con meno retorica. Sta al cuore degli uomini creare le condizioni culturali più favorevoli, iniziando con l’esaltare i valori fondamentali, quelli della dignità, dell’umiltà e della carità. Conviene a tutti. Il convincimento di esaltare i valori dell’etica e della morale, rappresenta lo sforzo, la perdita di certi privilegi materiali, che poi veri privilegi non sono, per acquisire insieme privilegi materiali coniugati con quelli più strettamente spirituali, dove è “concesso” anche qualche peccatuccio veniale. Non si cerca, dunque, il paradiso terrestre, si cerca più tosto, volendo anche essere pragmatici, i valori della persona umana, che non si trovano creando buchi neri, cioè malcostume e profitti illegali. Allora serve anche una buona lettera per esempio della bibbia, delle materie umanistiche e della storia dei popoli. Il binomio umiltà e moderazione è una virtù. L’umiltà in particolare si deve applicare in qualsiasi manifestazione umana, sia essa di natura scientifica, umanistica, filosofica, e in particolare religiosa, la moderazione nelle azioni degli uomini. Quanto più l’uomo si addentrerà in ogni sapere tanto più troverà che non si finirà mai di imparare e, a ragione, troverà che le sue percezioni potranno essere a volte sbagliate come giustamente ha messo in evidenza la vera scienza sperimentale. Un esempio, la filosofia di Aristotele (384-324 a.C.) ha condizionato, ma anche stimolato, le menti degli uomini per un’epoca durata circa 2000 anni fino all’epoca di Galileo, per non parlare di filosofi più moderni come kant ( 1724-1804) con i suoi giudizi a priori secondo i quali non era necessario ricorrere all’esperienza. Secondo kant per esempio l’affermazione :“ …”questo corpo ha un peso” poteva essere pronunciata sempre. Si sbagliava. I corpi in caduta libera perdano il proprio peso. Altro esempio kant, affermando che lo spazio e il tempo erano anch’essi giudizi a priori, semplici schemi mentali, non realtà. Si sbagliava. Lo spazio e il tempo non solo formano un’unica entità reale, ma costituiscono l’impalcatura, la geometria dell’universo. Lo spazio –tempo è un “ concentrato” di energia. Nonostante kant abbia seguito un percorso della ricerca scientifica ( sul modello del sapere di Newton) , studiando anche la matematica e la fisica, e fosse ritenuto tra i più importanti filosofi dell’era moderna, certe sue percezioni, ci volle del tempo, si dimostreranno poi sbagliate. Questo sta a dimostrare che, non solo, non si finisce mai di imparare, le nostre percezioni spesso ci inducano a commettere errori grossolani. Tuttavia spesso dimostrando che certe cose sono sbagliate il sapere umano progredisce. In un certo senso gli errori, naturalmente intellettuali, ricordiamolo, e comunque accompagnati sempre dall’umiltà, sono un bene, perché altrimenti si rimarrebbe fortemente condizionati dal timore di esporre certe idee, che a volte, al contrario, sono rivoluzionarie. Per esempio le idee, ancora giovanili, di Einstein, di de Broglie e di Plank sono state rivoluzionarie: esse diedero l’avvio alla fisica moderna. Ma Einstein, de Broglie e Plank e tanti altri veri scienziati come per esempio Maxwell, Schroedinger conosceva la fisica e in particolare la matematica. Senza la matematica le idee o le percezioni di questi scienziati non potevano tradursi in conoscenza. Bisogna conoscere la matematica usata in particolare di Einstein, di Maxwell, Schroedinger per capire quanto fosse difficile per questi grandi menti riportare alla luce nuove ed affascinanti scoperte. La matematica, tra tutte le discipline del sapere, ha il grande privilegio, quello di essere logica, e dunque essa è un mezzo potente e semplice. La matematica è il linguaggio semplice e logico usato dalla mente umana per parlare con la natura. È la logica matematica che sta riportando alla luce la logica dell’universo con sue leggi fisiche peraltro semplici. Matematica logica e universo logico; matematica semplice e leggi fisiche dell’universo semplici; non vi sembra sorprendente? Ma la matematica non è nata dal nulla, è nata dalla mente umana, e la mente umana a sua volta è interconnessa con il resto dell’universo. Solo in questo senso Kant poteva sostenere che è la mente umana a conferire ordine al mondo per poterlo capire. Ma kant non conosceva la matematica, adottata in particolare da Einstein per concepire che lo spazio tempo è un’unica entità reale, e non uno schema mentale come kant sosteneva. Né conosceva, kant, la struttura dell’atomo e le nuove leggi fisiche, perché scoperte dopo. Possiamo dire che chi conosce la matematica ha possibilità in più di comprendere meglio la natura delle cose. È difficile per esempio che un biologo possa comprendere a pieno la chimica molecolare quantistica ed atomica se non ha una adeguata conoscenza della matematica. Non volendo essere frainteso, ricordiamoci però che matematica è frutto della mente umana, quella che ogni biologo o neuro scienziato studia. E la vita è fatta di atomi, però va vista in senso olistico. La matematica nella sua astrattezza è mezzo potentissimo, meglio la comprende chi ha possibilità di applicarla. Credo che i ragazzi in generale non amino, e dunque trovino difficile la matematica perché spesso vengono abituati a vederla come “freddi” numeri o operazioni lunghe e noiose. Se ragazzi venissero messi nelle vere condizioni di capire l’importanza, nelle applicazioni in svariati campi del sapere, della matematica, imparerebbero ad amarla e dunque a comprenderla. È con la matematica, accompagnata dalla sperimentazione, che nasce la scienza vera. Le vere teorie scientifiche dell’ingegneria, della fisica, della chimica sono state sviluppati e vengono sviluppate attraverso la matematica. Non solo,le teorie matematiche danno delle soluzioni numeriche, che possono essere misurate e controllate. Di fatto ogni teoria scientifica dovrà superare la prova, quella della sperimentazione riproducibile, sempre sottoposta ad rigido protocollo di lavoro e controllo. È la nostra mente a sviluppare le teorie scientifiche però usando un mezzo logico, quello matematico, che essa stessa ( la mente) ha sviluppato nel corso dei secoli. Pensare attraverso i numeri è diverso che pensare per intuito, perché i numeri rappresentano la misura di grandezze geometriche, fisiche e chimiche. Nell’articolare una teoria scientifica concorre si l’intuito, ma accompagnato dalla misura, il numero. I numeri rappresentano l’ordine delle cose. È poiché l’universo è ordinato e logico, esso ubbidisce alle legge matematiche semplici. Se l’universo non fosse logico, le leggi matematiche non potrebbero essere applicate. Dunque la vera scienza non fa altro che studiare e mettere in evidenza l’ordine della natura. Il vero scienziato pensa pure all’origine di questo ordine, ma il suo pensare, in questo caso, rientra umanamente e giustamente nel libero pensare , quello cioè che da luogo in particolare e solitamente alle implicazioni filosofiche, che possono assumere forme e sfumature diverse. I teologi invece hanno sempre pensato che l’ordine dell’universo sia la prova dell’esistenza di Dio. È sorprendente che i teologi hanno sempre creduto, senza saperlo, all’ordine esistente nell’universo: infatti l’ ordine, ma anche la logica, dell’universo sta vedendo fuori per merito della vera scienza. Viene fuori in modo del tutto naturale che teologia e scienza stanno lavorando per lo stesso scopo, seppure, per molti aspetti, in modo diverso. In questo senso è un cammino, quello della scienza e della teologia, bello, naturale e, credo, ancora molto lungo: percorriamolo tutti insieme con pazienza e con autentica umiltà!. Si dice anche che la scienza, oltre ad essere nata in generale come piacere del sapere, in particolare, quella occidentale è stata stimolata dalla tradizione giudaica- cristiana, avendo questa sempre ritenuto che l’ordine dell’universo è opera di Dio. Ciò costituisce un buona motivazione di ritenere la scienza un mezzo potente per esaltare e mettere in evidenza l’ordine delle cose; da questo punto di vista, dunque, la teologia, secondo me, non corre neanche il rischio di secolarizzarsi. E’ vero che la scienza continua rinvigorire l’idea di Dio. È da notare a questo riguardo quanto il papa Giovanni Paolo II, in occasione delle celebrazioni dei 350 anni dalla pubblicazione del “ Dialogalo sopra i massimi sistemi del mondo” di Galileo , disse : ….” La chiesa sostiene la libertà di ricerca che è uno dei più nobili attributi dell’uomo. Mediante la ricerca l’uomo perviene alla Verità: uno dei nomi più belli che Dio si sia dato. Ecco perché la chiesa è convinta che non può esserci vera contraddizione tra scienza e fede, dal momento che tutta la realtà procede in ultima istanza dal Dio Creatore”. La vera scienza è stata costruita dalla mente di tutti gli uomini di tutte le epoche. Infatti essa non è saltata fuori all’improvviso, ma nata pian piano, indizio dopo indizio. Il fatto che il progresso scientifico del xx secolo è stato il secolo del massimo splendore di conoscenze e che a tutto oggi continua ad affascinarci, rafforzandosi con ritmo tale che non ha avuto un uguale nel corso nei secoli precedenti, non significa che tutto il riconoscimento è da attribuirsi agli scienziati dell’epoca moderna, perché senza i vari contributi di pensatori del passato, questo progresso di massimo splendore, credo, che difficilmente si sarebbe potuto realizzare. È bello e anche, sotto certi aspetti, sorprendente che chi un modo chi in un altro, tutti gli uomini dal passato fino ad oggi hanno contribuito a che essi, noi, tutti insieme abbiamo costruito un piccolo mondo, quello delle grande scoperte, i cui elementi primi qualcuno, un essere divino, li ha messi a disposizione degli uomini. Tutto ciò mi lascia fortemente attonito. Ecco perché ci dobbiamo anche aprire ad una nuova visione, quella che guarda le cose, interconnesse l’una all’altra, nella loro globalità, naturalmente con autentica umiltà. Aristotele, Kant e cosi via tanti pensatori hanno tirato fuori cose in parte corrette e in parte sbagliate. Le cose sbagliate sono state messe in evidenza da altri pensatori che si sono succeduti. Possiamo dire meglio cosi: le cose sbagliate sono state perfezionate con altre teorie comprovate sperimentalmente. Queste ultime però potrebbero essere ancora migliorate attraverso nuovi indizi ancora sconosciuti e cosi via. Quello che è sbagliato è di non arroccarsi su posizioni dogmatiche in particolare in campo scientifico. Infatti succede, come spesso è già accaduto, che uomini di scienza, e non, per la loro autorevolezza a volte carismatica, possono condizionare il cammino graduale della conoscenza nel tempo. Il tempo è prezioso per tutti e non va sprecato. Se la vera scienza, e non solo la scienza, è accompagnata dall’umiltà si guadagna del tempo per nuove, affascinanti e utili scoperte. Il successo del metodo scientifico, da Galileo in poi in particolare, ci suggerisce e ci incoraggia che indizio dopo indizio sarà possibile svelare i misteri della natura. Allora il mondo apparirà con maggior chiarezza nella sua globalità. Non è detto che non sarà possibile arrivare ai limiti estremi della conoscenza. Dopo tutto la strada da fare è, credo, lunghissima, forse un cammino senza fine e alla fine, cioè all’estremo ultimo è li che “ risiede” Dio. E dunque un giorno per incapacità di raggiungere l’ estremo ultimo, coloro i quali ci saranno, seppure in modo indiretto, “vedranno”, meglio di noi, Dio. Io già L’ho già “intravisto”, leggendo una certa logica e un ordine, esistenti nell’universo. Oggi prendo dell’atto di questo ordine, ordine,secondo me, pensato da una mente Divina. Mi sbaglierò, ma se nell’universo non si intravedesse ordine, ma caos, e da questo ultimo emergesse una fede sarebbe molto peggio di uno sbaglio, peraltro non lesivo, perché sarebbe una forte presunzione fare derivare una fede dal disordine, da cui nessuno ragionamento logico sarebbe possibile fare, né sarebbe stato possibile applicare la logica matematica. Diceva Einstein: “ la cosa più incomprensibile dell’universo è che è comprensibile” .Inoltre Einstein Amava ripetere: …”Dio non gioca a dadi”, mentre Niels Bohr ribatteva: Albert, la vuoi piantare di prescrivere a Dio quello che deve fare? Einstein riteneva infatti che la fisica mancasse di un vero e complesso apparato matematico, che, una volta scoperto, sarebbe stato in grado di descrivere la vera ed unica natura degli atomi. In altre parole se l’universo è stato concepito da Dio, all’interno di esso vi è nascosta una logica unificante. Dall’altra parte , secondo me, c’è una considerazione da fare. L’universo è ordinato, la vita in particolare cosciente gode del massimo ordine ( entropia negativa), inoltre all’interno di esso si riscontra una logica, diciamola pure “sotto” “logica”, descrivibile con la logica matematica. A coronare questa logica descrivibile vi sarebbe una logica, “unificante”, ma per cosi dire inafferrabile, che altro non sarebbe che quella che darebbe variabilità all’intero universo. Infatti la natura è incantevole proprio perché è mutevole nel tempo e nello spazio. Un esempio, a nessuno piacerebbe che noi, uomini, fossimo tutti identici e pensassimo allo stesso modo nel corso dei tempi all’interno dello stesso spazio. Lo stesso esempio varrebbe per le altre cose in natura. Ciò mi spinge ad una riflessione. Intanto quello che sembrerebbe logica inafferrabile è anche logica, inoltre la nostra mente è anche “ filosofa”, nel senso che le nostre percezioni limiti potrebbero essere preamboli che tenderebbero “ a stabilire un filo diretto ( atto di fede) con la “ visione” di Dio, l’inafferrabile, il trascendente. In ultima analisi, il tutto è ( o sarebbe) logica globale, al di sopra della quale c’è (o ci sarebbe) Dio universale. A tali livelli di conoscenza la forma condizionale è obbligatoria, anche perché cosi il senso dell’umiltà si accresce. Aspettiamo! Io non sono ansioso di correre, più tosto sono curioso di apprendere da altri e di pensare liberamente con la mia testa. Vi sono infatti livelli di conoscenza che non possono né immaginate né e di conseguenza, a maggior ragione, dimostrate. Ciò in certo senso mi fa ricordare il teorema di Cantor e quello, correlato in qualche modo a questo, dell’incompletezza di Kurt Godel. Il teorema di Cantor sulla non esistenza di un numero cardinale più grande di tutti gli altri, e cioè, dice Cantor, dato un insieme comunque grande, esiste un insieme ancora più grande e cosi via senza fine. Se l’insieme dato è infinito, esiste un altro insieme infinito più grande, la cui cardinalità è maggiore di quella dell’insieme dato. Per farmi meglio capire, immaginate una retta infinita: esiste un segmento AB, dato, esiste un altro segmento CD che contiene AB, che a sua volta è contenuto in segmento più grande e cosi via fino all’infinito: una disposizione di infiniti segmenti, uno incluso nell’altro, disposti per cosi dire a scatola cinese senza fine. Quando c’è di mezzo l’infinito, cioè l’assoluto che contiene tutte le cose, tra queste esistono entità che non possono essere comprese e nemmeno analizzate attraverso la matematica. Infatti Cantor, uno tra più grandi matematici del IXX secolo, riconoscendo l’impossibilità di avere un insieme che contiene ogni cosa, concluse che ci deve essere un Assoluto, qualcosa che non può essere incluso o analizzato della matematica, cioè Dio. Cantor, come i più grandi campioni della scienza, era un grande credente. L’assoluto di Cantor e i suoi numeri transfiniti sembrano rimarcare l’immagine di Dio descritta da S. Agostino nella Città di Dio. S. Agostino dice:…. ”Ogni numero è conosciuto da colui l’abilità di comprendere del quale non può essere soggetta a numerazione. Sebbene la serie infinita dei numeri non possa essere contata, questa infinità non è al di fuori della sua comprensione. Da ciò deve seguire che ogni infinità è, in un modo che non siamo in grado di esprimere, resa finita per Dio”. Io dico : L’Assoluto è di Colui che E’. Noi possiamo solo contemplarLo. Nella contemplazione e nelle riflessioni sulla tutta la bellezza dell’universo e dei suoi misteri, ci rendiamo sereni. Einstein racconta che, in una conferenza tenutesi in Giappone nel 1922, nel momento in cui, nelle sue riflessioni,….” seduto sulla mia sedia nell’ufficio brevetti quando, a un tratto, mi venni un idea: “ se una persona cade liberamente non sentirà il proprio peso. Fu sorpreso. Questo semplice pensiero mi impressionò moltissimo, spingendomi verso la teoria della gravitazione. Einstein riferi questa intuizione come il pensiero più felice della mia vita.
Prendendo in uso le parole poetiche di Leopardi dico ancora,… “ tra questa immensità s’annega il pensier nostro (mio): e il naufragar ( m’è) c’è dolce in questo mare”
Del resto anche il principio dell’incompletezza di Kurt Godel in certo senso conferma la stessa cosa, cioè secondo il quale, dimostrandolo, esistono teoremi che non possono essere mai dimostrati, per quanto i matematici possono costruire un sistema logico di principi su cui realizzare l’aritmetica, l’algebra, l’analisi e il resto della matematica: un tale sistema non potrà dirsi mai essere completo. In parole povere, quindi, nemmeno la matematica è in grado di dimostrare l’esistenza di Dio. Ciò naturalmente rende poco felici gli illuministi, in particolare quelli ortodossi, che speravano o sperano di spiegare ogni cosa con la ragione. Fatto è: né la matematica e, dunque, né la ragione possono spiegare l’essenza di Dio. Ciò è sorprendente, perché neanche la nostra mente è in grado di concepire l’essenza trascendente di Dio. Tutto sembra procedere secondo una logica coerente, cioè il possibile e l’impossibile farebbero parte di una logica globale: come dire, la matematica dell’immanente ( la mente umana, la natura) e “quella” del trascendente ( Dio). Del resto la matematica è nata dalla mente umana, che, guarda caso, neppure attraverso la stessa matematica, a sua volta, non può comprendere Dio. È solo un caso? Riflettiamo tutti insieme, credenti e non credenti! L’idea, in se, di infinito, in particolare di quello assoluto, è destinata restare per sempre inconcepibile dalla mente umana. Rimane da capire se il mondo fisico è limitato oppure no, però relativamente a quello che include solo lo spazio-tempo, perché al di là dello spazio tempo c’è sempre qualcosa, anche se questa qualcosa sia il vuoto. Ma cos’è il vuoto? In questo senso la questione se l’infinito abbia significato fisico resta aperta. Ha significato fisico l’universo, al quale noi e le altre cose siamo legati. Non sappiamo tuttavia se questo tipo di universo sia limitato oppure infinito. Potrebbero esserci infiniti universi. Fino ad oggi la fisica non ha operato con l’infinito o con serie divergenti, ma attraverso metodi di rinormalizzazioni e serie convergenti, i cui valori sono finiti. La fisica moderna potrebbe pure partire da valori infiniti, ma la l’obbiettivo resterà sempre lo stesso, quello di ricercare i risultati finiti, comunque accessibili alla comprensione umana. Sarebbe interessante un’altra cosa, quella relativa alla questione del continuo. Esiste il continuo oppure no? Cioè esiste fisicamente la cosa più piccola, fondamentale, che non può essere più suddivisa, escludendo per maggiore prudenza lo spirito umano, visto che la fisica moderna non è stata in grado ancora di dirci se esistono entità divisibili all’infinito? Solo alcune teorie postulano l’esistenza di un’entità più piccola dello spazio –tempo, mettendola in relazione al tempo di Plank ( un’unità fondamentale). La strada da battere è ancora, credo, molto lunga. Il grande Galileo, matematico, fisico e umanista, ci ha insegnato di avere fiducia. Anche lui grande credente in Dio creatore, il Quale come tale ha creato sicuramente il mondo secondo logica e in modo semplice alla portata della comprensione umana. I fatti stanno dimostrando che si è sul giusto cammino. In particolare la fisica moderna sta proseguendo verso la grande unificazione, attraverso la quale si spera di fare discendere le leggi fondamentali dell’universo da un’unica legge, nata dall’Assoluto, dall’Infinito. Unica legge di natura e unico Dio: sicuramente interconnessi, meglio forse, formanti insieme un’unica Entità Trascendente, traguardo mai raggiungibile da nessuno. Noi siamo solo dentro, come la materia all’interno di un buco nero, senza però poter vedere lo stesso buco nero. Le analogie esistenti nell’universo forse avrebbero uno scopo! Quale scopo ? Provate ad indovinare!

.......... Un neonato di un milione di anni fa adottato da una famiglia del terzo millennio d. C. Anno 2008
È un vero problema per la famiglia, avendo deciso di “adottare” un neonato di un milioni di anni fa. Questa famiglia fin dal giorno dell’adozione si è posto il problema di come farà ad iscriverlo nelle nostre scuole moderne quando avrà 5 o 6 anni, dovendo aspettare altro milione di anni affinché “l’evoluzione” biologica della specie faccia il suo corso tale da rendere il nostro antenato neonato simile ad un nostro del 2005, salvo che durante questo milione di anni il nostro antenato neonato non si sarà evoluto verso un’altra specie, magari diversa da quella umana. In questo caso lo sconforto per quella famiglia sarebbe più grave. Tuttavia la famiglia adottiva non si scoraggia più di tanto. È una famiglia di un livello culturale elevato e peraltro molto coraggiosa, dovendo correre rischio di essere definita oscurantista dagli evoluzionisti più ortodossi. Accetta la sfida, anche perché gli evoluzionisti non sanno come si muove e quindi cos’è realmente la vera scienza. La famiglia adottiva, più che credere all’evoluzione biologica in particolare a quella ambientale, crede all’evoluzione culturale. Sa che la nostra intelligenza è programmata fin dalla nascita. Dopotutto noi esseri umani siamo fatti di atomi, di una combinazione speciale di atomi, sebbene molto complessa, come del resto lo sono tutte le specie, compresa quella non organica, cioè quella di ogni minerale o qualsiasi sostanza. Ma la cosa che più in incoraggia la famiglia adottiva a credere in un sviluppo normale dell’antenato neonato, paragonabile ad un neonato del 2005, risiede nel fatto che l’evoluzione biologica, ambientale della specie non hanno ancora nessun valido fondamento scientifico. La famiglia conosce le leggi della sperimentazione, sa quando la scienza vera sarà disposta ad accettare una certa teoria. Una teoria per essere dichiarata vera dovrà superare in ogni luogo, temporale e spaziale, un rigido protocollo sperimentale, quello della sperimentazione riproducile. La famiglia adottiva è a conoscenza che da Galileo in poi in particolare il livello culturale è cresciuto tanto, senza parlare dello sviluppo scientifico degli ultimi 100 anni, che sembra correre con un ritmo che non ha uno uguale nella nostra del passato. Dunque la famiglia adottiva ha la certezza che la crescita culturale dipende dalla conoscenze acquisite. Sapendo che l’uomo di 400 anni fa (o l’uomo di cui si hanno più notizie più particolareggiate, 10 mila anni) non ha subito nessun cambiamento selettivo biologico, né tanto più ambientale, per cui quella famiglia si affiderà più all’evoluzione culturale, al nostro patrimonio genetico che fin dalla nascita programma la nostra intelligenza intrinseca o innata, pronta ad interagire con l’ambiente esterno, che determinerà poi lo suo sviluppo successivo, facendola acquisire nuove esperienze, che noi definiamo culturali. È la vera scienza a dire alla famiglia adottiva di scrivere a scuola quel figlio adottivo di un milione di anni fa, non potendosi fidare della teoria della selezione biologica della specie, perché non vi sono i presupposti scientifici riproducili. Dicendo questo non si vuole finire sulla sponda opposta, quella di diventare ortodossi, si di dice semplicemente che la teoria della selezione naturale, per quanto bella e articolata, manca di valida esperienza. È l’uomo che non segue con dovuta attenzione lo sviluppo della vera scienza a credere ancora di discendere dalla scimmia come Charles R. Darwin vorrebbe fargli credere senza una solida base sperimentale. Poi vi è un fatto interessante, secondo me: chi ci dice che una mutazione genetica apporterà sempre vantaggi per la specie, affinché questa possa sopravvivere in un determinato ambiente? Bisognerebbe sperimentare se una mutazione apporti solo un vantaggio e non un svantaggio o viceversa in questo o in quell’ambiente nello spazio temporale. Come farà un giovane studente in biologia a rendersi conto di una certezza evolutiva in direzione di un vantaggio o di uno svantaggio, perché di questo si tratta? Non si può lasciare il giovane studente nel dubbio. Solo attraverso sperimentazione riproducibile sarà possibile rilevare la validità di una teoria scientifica. La vera teoria scientifica non deve lasciare dubbi nella nostra testa. Una teoria o vera o è falsa. Difatti vi sono teorie vere e teorie false. Non è possibile offuscare la vera scienza con vaghe elementi raccolti qua e là con molti anelli mancanti. Gli elementi raccolti vanno comunque sottoposti a controllo attraverso la sperimentazione riproducibile. Una teoria vera deve essere simile a quella Copernicana, che sostiene essere la terra a girare attorno al sole e non viceversa. La teoria vera deve cioè apparire credibile, chiara, e semplice in particolare quando vi sia di mezzo Dio. La teoria dell’evoluzione biologica sostiene che tutte le specie provengano da una semplice molecola, una cellula originaria, capostipite degli esseri viventi. Milioni di anni fa l’evoluzione biologica, gli evoluzionisti sostengono fuori dai laboratori della sperimentazione e senza nessuna base matematica, ha deciso di rendere le specie più evolute, facendo si che l’albero genealogico, il cui seme originario fosse quell’ unica cellula, diventasse più folto e ricco di rami, quelli più pregiati e quelli meno pregiati, tra questi il ramo discendente più intelligente. L’uomo, che secondo gli evoluzionisti discenderebbe dalla scimmia o da qualcosa di più simile. Se cosi fosse un giorno molto lontano, chi vi sarà ad assistere, si dovrebbe attendere che dall’uomo discenderà un altro essere vivente, il cui aspetto io non sono in grado di descrivere, non possedendo un’immaginazione adeguata. Mi scuso se non sono capace di descrivere meglio la storia evolutiva dell’uomo, non possedendo né un suo filmato né l’esame di laboratorio del suo DNA: in questo almeno, gli evoluzionisti devono ammetterlo, il libro della rivelazione sa dare una descrizione molto più semplice e dettagliata, corrispondente ad una ad una agli esseri viventi, piante, animali e uomini compresi. Ma poiché essi, gli evoluzionisti, escludono a priore Dio in tutto questo, si rifiutano di ammettere. Io naturalmente non né faccio una questione di creazionismo religioso, per un motivo molto semplice: ho molto amore per tutta la natura nelle le sue forme vitali e non vitali, compreso l’amore in particolare per le scimmie, tutte figlie dello stesso Creatore dell’universo. E dunque se la teoria dell’evoluzione di Darwin risultasse confermata dalla sperimentazione riproducibile, sarei lo stesso felice di discendere da una scimmia, tuttavia ciò non escluderebbe comunque l’esistenza di Dio universale. Forse la mia ignoranza di rappresentazione temporale e spaziale della specie nel corso dei milioni di anni dipende dal fatto, da quando ho imparato a seguire i corsi di matematica, di chimica e i laboratori di fisica-chimica, di avere acquisito una mentalità troppo rigorosa riguardo la formulazione delle ipotesi e delle loro tesi dimostrative, passate poi attraverso il setaccio della dura legge sperimentale riproducibile? E la mia mente pertanto è divenuta poco poetica e poco illuminata nelle immaginazioni? Secondo gli evoluzionisti non sono i geni evolutivi (o gli atomi che li compongono) responsabili delle mutazioni della specie vivente, ma l’ambiente, in cui gli esseri viventi vivano, a decidere se un qualunque cambiamento della disposizione ereditaria fosse vantaggiosa o svantaggiosa. Allora viene da chiedermi: gli uccelli in particolare emigratori, nonostante non siano “coscienti ed intelligenti” come l’uomo, si spostano puntualmente da un luogo altro in cerca di un ambiente migliore per la loro riproduzione, seguendo a volte lunghi e precisi percorsi, non capisco come mai l’ambiente potrà influire su di loro quando saranno loro, gli uccelli, a cercarsi l’ambiente più adatto. Finché vi saranno dubbi su dubbi, interrogativi su interrogativi, l’evoluzione biologica delle specie non potrà essere ritenuta una teoria vera. Forse la teoria dell’evoluzione biologica vuole farci intendere che tutte le cose siano figlie del caos o del disordine ( entropia positiva). No. L’universo è, al contrario, ordinato, perfetto, armonico e sorprendentemente regolato da leggi fisiche precise e dove tutto calza su misura, nonostante le sofferenze e la morte. Quest’ultima prima o poi interesserà tutte le specie: ciò è tutt’altra cosa, una tra tanti misteri della vita, ove non si volesse accettare la Rivelazione biblica. E poi la vita si “ nutre” di entropia negativa, cioè quella capace di fornire il massimo ordine a tutte le cose. Se l’ambiente avesse influito sul cambiamento genetico della specie sarebbe stato possibile anche il caos. Perché allora non è il caos, ma l’ordine? Perché poi l’ambiente dovrebbe agire favorendo alla fine solo vantaggi e non svantaggi? Perché gli esseri viventi non dovrebbero restare immutati geneticamente? Perché gli esseri viventi di fronte ai cambiamenti climatici non dovrebbe agire di conseguenza cercandosi luoghi più adatti continuando cosi la loro normale esistenza? Gli uccelli emigratori lo fanno. Gli uomini che vanno ai poli della terra si portano equipaggiamenti adeguati, si spostano da un luogo altro, gli animali avvertono i pericoli e per istinto corrono ai ripari e cosi via. Inoltre perché tutte le specie viventi, comprese quelle scomparse, si vorrebbero discendere da un unico capostipite, cioè da una sola cellula originaria e non piuttosto ogni singolo essere vivente, compreso quello corrispondente scomparso come per esempio il dinosauro, dalla propria cellula primitiva, differente dalle altre nei loro geni? Quest’ultima ipotesi sarebbe più credibile, tenendo conto degli anelli mancanti intermedi, tra le altre cose, tra un gruppo e un altro di piante, di animali e di uomini. Questo farebbe contenti gli studiosi e i ricercatori di fossili. Quando una teoria, bella e suggestiva quanto si vuole, non è chiara e comprovata inevitabilmente sei assaliti da dubbi, la tua mente diventa confusa. Mentre quando una legge di natura è comprovata scientificamente attraverso la sperimentazione riproducibile tutto ciò non accade. Essa è accettata universalmente da tutti, con la consapevolezza che la stessa può essere sempre resa più perfetta, come è accaduta con la legge della gravitazione di Newton superata e perfezionata da Einstein con la relatività generale. Non bisogna però equiparare la teoria dell’evoluzione della specie di Darwin con la legge di Newton nella quale compare una costante universale G, che di per sé costituisce una legge di natura pienamente misurata e che la stessa compare nella gravitazione di Einstein, accanto ad altre costante di natura, come la velocità della luce. Inoltre tra una teoria e una legge esiste sempre una bella differenza. Ultimo la teoria dell’evoluzione della specie, oltre ad non essere confermata dalla sperimentazione, non trova gli scienziati della comunità scientifica tutti d’accordo. Infatti non molto tempo fa è nato il “ progetto intelligente”, con l’intento di mettere d’accordo un po’ tutti, i favorevoli e quelli a sfavore. Secondo gli sfavorevoli la teoria di Darwin sarebbe una manifestazione di relativismo e nichilismo, una caduta nell’abisso causale e senza senso dell’evoluzione. I sostenitori invece ritengono il progetto intelligente sia un “ stupid designer”, nel senso che la progettazione “ divina” è piena di errori. Allora la vera scienza direbbe loro.. “ mettevi prima d’accordo e poi portate le prove inconfutabili”. Il fatto è che il vero scienziato sa andare oltre, cioè avverte il desiderio di capire l’origine di una legge di natura, la sua logica, facente parte dell’universo nella sua globalità, in particolare quando sono in azioni i singoli atomi, da cui dipendono le molecole e le macromolecole, senza escludere quindi la chimica e in particolare la fisica quantistica. Il microuniverso degli atomi, nonostante i molti progressi in campo fisico, è rimane in larga parte sconosciuto, in particolare nei dettagli. Ciò lo dovrebbero sapere i biologici, e in particolare i ricercatori di fossili e i geologi. Per fare qualche esempio, il vero scienziato vorrebbe capire persino perché la velocità della luce sia costante, perché la costante di Plank sia un numero ben definito, perché la costante gravitazionale corrisponda ad un numero ben definito, in altre parole si vorrebbe capire perchè la massima precisione di questi numeri. Sono queste le cose che fanno la scienza vera, che ti fanno pensare ad un universo per nulla causale, ma al contrario ben regolato, che ti fa “vedere” Dio. Gli evoluzionisti si dovrebbero chiedere se l’evoluzione biologica della specie sia equiparata ai livelli di conoscenza delle suddette costanti universali o ad altri leggi di natura ben collaudati e comprovati dalla vera scienza attraverso la matematica e la sperimentazione. Iniziano ( gli evoluzionisti) a fissare i tempi in modo continuato della storia evolutiva delle specie! La vera scienza agisce eseguendo sempre un protocollo molto rigido con vera serietà , modestia e autentica umiltà. Fino quando una teoria non sarà pienamente dimostrata rimarrà tale, non vera o una semplice teoria seppure bella e piacevole. Quindi non sto, qui, dicendo che la teoria di Darwin sia sbagliata, semplicemente che non è stata dimostrata, seguendo i corretti protocolli della sperimentazione adottati dalla vera scienza, non della scienza delle speculazioni o del profitto. Solo in tempi relativamente recenti si sta aprendo una nuova via, quella della genetica, con la scoperta del DNA, in cui vi è l’informazione ereditaria. Tuttavia di questa macromolecola oggi si conosce la struttura chimica, il modo di autoduplicazione e le vie attraverso le quali essa promuove la sintesi proteica. Ma la genetica nasce come nuova scienza che tende a spiegare, infatti, su basi sperimentali tutti i processi biologici che portano alla variabilità della specie, fissando le premesse della selezione naturale e quindi dell’evoluzione, che sia però capace di ripercorrere le varie fasi temporali dall’inizio fino ai nostri giorni. Ciò è molto ben diverso e lontano “dall’evoluzione” di Darwin, quando vi sarà di mezzo però la sperimentazione riproducibile. Sarebbe interessante che i biologi seguendo questa via, quella dell’ingegneria genetica, trovassero che ogni genere di pianta, di animale, di uomo, di filo d’erba e cosi via, compresi quelli già scomparsi , siano nati ognuna rispettivamente da una particolare molecola, contenente i propri geni diversi di un’altra molecola vitale. Da questo punto di vista cose sarebbero, per certi versi, più semplici e conforme alla Logica Creativa. Siamo curiosi e ansiosi di vedere come andrà finire la storia del neonato di un milioni di anni fa adatto dalla nostra famiglia moderna. Sarà in grado il nostro lontano neonato a crescere sano e intelligente nel nostro ambiente o sarà condannato dai cambiamenti climatici del nostro tempo a sparire prima che la famiglia adottiva potrà scriverlo nelle nostre scuole? I cambiamenti climatici nel nostro tempo apporteranno dei vantaggi o degli svantaggi sul neonato di un milione di anni fa? Il fatto che la specie progredisca sempre, non restando statica, è positivo. Tutto sta a dimostrarsi se trattesi di crescita culturale , biologica, ambientale o le tre cose insieme. Della crescita culturale siamo certi, rimane incerta quella biologica e ambientale su tempi molto lunghi. Di sicuro la crescita culturale batte non sono di quanti punti quella biologica e ambientale. Lo dimostra, come ho accennato prima, la capacità della nostra mente se essa viene messa alla prova in modo corretto. Infatti quando la mente Galileo ha capito che era necessaria la sperimentazione per regolare le nostre percezioni, da qui in poi il nostro cervello non ha dovuto aspettare, non si quanto tempo ancora, lo sviluppo biologico per mettere in luce numerose e sorprendente scoperte, per parlare del ritmo con il quale il progresso scientifico del xx secondo ad oggi è cresciuto. Questo ritmo cosi veloce di apprendimento da parte del nostro cervello, sede dell’intelligenza, è dovuto all’ambiente culturale giusto, non certo a quello biologico. Non solo. Domanda? Perché gli animali, quelli addomesticati ed addestrati dall’uomo, dimostrano un certo grado di apprendimento, seppure in modo istintivo senza esclude una certa dose di intelligenza come la scienza odierna sta mettendo in luce? Viene da chiedersi allora quanto tempo questi animali avrebbero dovuto aspettare a che, lasciati liberi, potessero raggiungere questo grado di apprendimento? Mai o, per essere umili, forse mai. Ciò sta a dimostrare che della crescita culturale siamo sicuri, rimane incerta quella biologica e in particolare quella in relazione all’ambiente in cui ci si troverà a vivere. Forse la nostra ignoranza dipende dal fatto di non conoscere la storia, sicuramente quella prima di 10.000 anni fa, dell’intelligenza, la cui sede è stata sempre il cervello. L’intelligenza di oggi la conosciamo, se non perfettamente, sufficientemente, perché è messa continuamente alla prova. Ci dice che l’intelligenza non sia dovuta a particolari molecole ( geni, neuroni, gliociti ecc. ecc.) articolate in modo complesso che sono sempre preesistite, ancora non scoperte, piuttosto che alla corteccia celebrale, ma non è esclusa, con i suoi numerosi solchi e scissure e in particolare al volume e alla massa del cervello, solo per intenderci, senza entrare nei particolari delle conoscenze attuali? Aspettiamo che la vera scienza faccia il suo corso, anche perché la mente umana, il cervello in generale rimangono ancora molto misteriosi. Di certo qualunque siano quelle particolari molecole che generano l’intelligenza, l’influenza della cultura è su di essa è certa, anzi quanto più la cultura è globale tanto più l’intelligenza né sarà fortemente influenzata. Conosciamo tanto, ma forse non interamente, della potenzialità dell’intelligenza umana, la cui sede naturale è il cervello, un ammasso di atomi, i quali però andrebbero guardati, secondo me, in senso più strettamente olistico. Del resto è un fatto sorprendente che la storia sull’origine della vita appassionerà sempre tutti. Non mi sorprende più tanto, perché Dio è uno scrittore che non scrive secondo la logica umana, né può scrivere cose noiose, difficili, e prive di senso. Che Dio esista non lo dico solo io con un atto di fede, lo dicano i credenti e padri fondatori della scienza come Galileo, Einstein, Maxwll, Plank, Newton e cosi via, avendo riscontrato meglio di me nell’universo una logica.
Ogni essere vivente e non vivente sono fatti di atomi.
La materia e lo spirito.

Con Democrito nasce l’idea di atomo. Democrito ( 460-360 a. C.) pensava che l’anima fosse fatta di atomi, elementi non più divisibili. L’atomo, cosi scoperto, diventa l’elemento base per una serie di speculazioni: la sua esistenza prevede il vuoto, in cui gli atomi possono muoversi, implica poi l’omogeneità strutturale dell’universo, formato ovunque da combinazioni diverse degli stessi atomi e suggerisce l’esistenza di infiniti mondi. L’idea degli infiniti mondi è stata poi ripresa da Giordano Bruno. Giordano Bruno, nel XVI secolo, fu arso vivo per avere ( tra le altre cose) sostenuto che l’universo contenesse un numero infinito di mondi. Oggi nessuno rischia di finire al rogo sulla pubblica piazza per aver proposto l’esistenza di pianeti extrasolari, ma questo settore di ricerca rimane controverso. Ad oggi, sono stati identificati oltre 70 pianeti in orbita intorno ad altre stelle, un risultato che ha suscitato grande entusiasmo nella comunità degli astronomi. Le loro idee non sono stati abbandonate, hanno continuato e continueranno a vivere nella mente degli uomini. La ricerca di comprendere la logica della dell’universo con tutte le sue cose è un sentimento cosi forte, tanto forte da essere paragonato all’innato sentimento religioso. Come il sentimento religioso non sarà mai estirpato dalla mente degli uomini, cosi l’amore per la ricerca nessuno stato riuscirà mai ad annullare. Due sentimenti apparentemente distinti per certi versi, ma formante sorprendentemente un ente unico, che trova la sua sintesi nel libro della parola di Dio, cioè nella bibbia e in particolare nell’universo. Certe volte mi viene da pensare che il libro delle Sacre scritture sia solo la traccia di un tema, dettato da Dio, lasciando che i suoi alunni, attraverso l’intelligenza da Lui concessa, lo sviluppassero liberamente. Correzioni dopo correzioni l’uomo inizia capire il valore logico del tema di Dio, correndo meno rischi di andare fuori tema. L’uomo ad immagine e somiglianza di Dio impara cosi a ragionare con logica umana e come un atto di amore verso di Lui tenta persino di capire la Sua Logica, come chi tenta di raggiungere il massimo della conoscenza ma consapevole con atto di umiltà di non raggiungerla mai. Allora capirà che la dove finirà la logica umana, inizierà la logica di Dio. Capirà che la logica di Dio è sinonimo di fede. Cosi come là dove finirà la scienza, inizierà la filosofia, come preambolo della teologia, cioè della scienza delle cose di Dio. Teologia e scienza umana trovano cosi nel libro delle Sacre Scritture il tema dettato da Dio. E’ un tema però il cui sviluppo richiederà tempi lunghissimi, a cui tutti gli uomini hanno potuto e potranno parteciparvi, anche perché un solo uomo non avrebbe il tempo necessario per svilupparlo. Democrito scrive che l’atomo è indivisibile, che l’universo è formato da combinazioni diverse degli stessi atomi. Altri dopo di lui correggono Democrito e scrivano che gli atomi non sono tutti identici, ma ne esistono 92 diversi; altri poi scopriranno che gli atomi sono divisibili: nasce l’atomo per cosi dire “moderno”. L’uomo finalmente con gli occhi della mente “vede” il mondo dell’infinitamente piccolo: scopre che l’atomo è fatto di neutroni, protoni e elettroni e che a tenerli uniti sono le forze, nucleare forte, debole ed elettromagnetica; altri scriveranno che i neutroni e i protoni sono fatti di quark e che le loro forze di legame sono infinitamente intense. Nasce la fisica nucleare. L’uomo scrive che tutte le cose sono fatti da combinazioni diversi di due o più atomi diversi. Le combinazioni tra atomi sono pressoché infiniti. Nasce la chimica della vita: vegetale, animale, compreso l’uomo, e minerale. Due o più atomi formano una molecola. Il nostro DNA non è altro che una complessa molecola, come lo sono il DNA di una pianta e di un animale qualunque. In altre parole tutte le cose sono fatti di atomi: cambia la composizione e la struttura delle molecole. Dove sembra che ci sia il caos, apparirà l’ordine e l’armonia. L’acqua è fatta di molecole leggermente unite tra loro della forza elettromagnetica: una molecola è composta di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. L’acqua è sorprendentemente trasparente, perché la luce la possa attraversare. La luce è vita, non solo per noi, ma per tutti gli esseri viventi, compresi i pesci che vivano nelle acque. Ma l’acqua presenta un altro comportamento sorprendente . Durante l’inverno i laghi, ma anche il mare, gelano soltanto in superficie e non in profondità, consentendo cosi ai pesci di sopravvivere. Questo comportamento è dovuto al fatto che al di sotto di 4° C la densità dell’acqua diminuisce con l’abbassarsi della temperatura ( invece di aumentare come succede agli liquidi). La luce non manca, sorprendentemente c’è il sole, anch’esso fatto di atomi. Nel sole avviene la fusione nucleare, ad alta temperatura si fondano due atomi di idrogeno dando l’origine all’elio: nella fusione si libera energia che raggiungerà la terra in circa 8 minuti. Le forze debole sono importanti. Esse sono la valvola di sicurezza che tiene sotto controllo la combustione nucleare del sole. Se le forze fossero più potenti, esse non permetterebbero a più protoni di trasformarsi in neutroni: aumenterebbe “ il carburante” e il sole brillerebbe di più e noi moriremmo di asfissiati dal caldo. Altro che Caos! Tutto è congegnato su misura. La terra, anch’essa fatta di atomi, per farsi illuminare tutta ruota su sé stessa, inclinata quanto basta ruota attorno al sole, determinando cosi anche le stagioni. Tutto è noto grazie alla scienza. Altro che caos! E’ ordine regolato da leggi di natura ben definite che funzionano con perfezione assoluta. Una volta il filosofo Voltaire ( 1694-1778), padre spirituale dell’illuminismo nonché promotore contro il fanatismo religioso, affermò che “se Dio non esistesse bisognerebbe inventarlo”. In altre parole diplomaticamente Voltaire faceva intendere che l’uomo ha avrebbe inventato Dio. Sbagliava, perché l’idea di Dio è una conseguenza naturale dello stupore verso la natura, non solo dell’umana paura. Oggi all’antico stupore si aggiunge la logica della stessa natura, che la scienza moderna sta mettendo in luce. Se Voltaire fosse venuto a conoscenza delle leggi che governano certi fenomeni e l’universo, sicuramente avrebbe cambiato idea. La scienza vera non è filosofia tollerante e illuministica. La vera scienza descrive particolari fenomeni, riscontrando in essi una logica. Il comune sentire di Voltaire, (la filosofia in generale) , non può essere paragonato ai grandi campioni del sapere scientifico come Einstein, Galileo, Newton, Plank, Mawell, tutti credenti. Una cosa è vera: ancora oggi manca una vera e diffusa cultura scientifica. Vero è : la scienza vera fa luce sull’operato di Colui che ha fatto il mondo. E i fatti, che in minima parte sto qui esponendo, portano a questo. Chi pensa il contrario o è un filosofo, in questo caso la sua percezione facilmente potrebbe indurlo a commettere errori grossolani, o è uno che non conosce come realmente funzioni la natura. Gli atomi sono i mattoni e contengono la calce ( i fotoni) per costruire tutte le cose. Mattoni fatti su misura, che si “incastrano” tra loro con la massima precisione, senza penetrarsi. Tranne i buchi neri, è sorprendente che nessuna cosa fatta di atomi sprofonda su sé stessa: il perché viene spiegato dal principio di esclusione di Pauli. Gli atomi assorbano ed emettano energia nella giusta misura; oscillano a determinate frequenze. Il nostro corpo è fatto di atomi che, assorbendo ed emettendo l’energia, lo mantengono ad una temperatura costante. Il nostro cervello, sede della coscienza, è fatto di atomi: che pensano, vedono e ascoltano. Ha coronare la logica e la perfezione della natura, si aggiunge incredibilmente la coscienza, la massima perfezione della materia. Qui si innesta anche l’antico il problema del corpo e dell’anima. Le antenne riceventi delle televisione sono fatti di atomi, che oscillano alle stesse frequenze delle radioonde che, una volta assorbite, mettono in risonanza gli atomi delle antenne: tutto su misura, per ricevere suoni, voci ed immagini. Cosi il mondo diventa più piccolo, le distanze si riducano a “zero”. Altro che caos! Tutto ciò è ordine su misura. Quanto più uomini svilupperanno il tema assegnata da Dio, tanto più il suo sviluppo diventerà lungo e ricco di novità. I giovani studenti siano messi nelle condizioni di conoscere la traccia del tema, assegnata da Dio attraverso le sacre scritture. I giovani, facendo più uso dei telefonini di ultima generazioni, dei computer, di altre diavolerie elettroniche, dovranno essere messe nelle condizioni di capire perché tutto ciò funzioni alla perfezione grazie agli atomi, in modo che poi loro potranno scrivere nuove pagine sul tema assegnato da Dio. Mentre i giovani si appresteranno a studiare il grande libro di Dio, attraverso le scienze, noi vogliamo continuare a capire la logica che ha seguito il creatore del mondo. I dettagli e altro lo lasceremo ai giovani del domani. Gli elettroni, i protoni e neutroni non sono ammucchiati negli atomi in modo casuale, ma distribuiti secondo logica: i protoni stanno al centro dell’atomo, non da soli però altrimenti esploderebbero, avendo la stessa carica positiva. Il suo Creatore ha pensato di porre, tra protoni i neutroni, che hanno il ruolo, tra le altre cose, di schermare le cariche positivi degli stessi protoni. Mentre gli elettroni stanno relativamente in periferia, “ruotando” attorno al nucleo centrale, senza mai essere risucchiati dalla carica positiva totale dei protoni. Mi domando è possibile che tutto sia accaduto casualmente? No. Sarebbe troppo difficile per chi studia con amore queste cose dire: tutto è causale. Ecco perché io credo il Colui che ha fatto il mondo. Trovo che la natura ha una sua logica. L’antico stupore verso la natura, che aveva cosi attratto gli uomini antichi, si unisce la logica di essa stessa, legata a quella della matematica. L’atomo è sede del magnetismo oltre che delle cariche. In altre parole l’atomo è sede dell’elettromagnetismo. Magnetismo e elettricità due aspetti diversi inseparabili, facenti parte della stessa medaglia. Gli elettroni, i protoni e gli elettroni dentro l’atomo si comportano come i microscopici agli magnetici. Per esempio un atomo di idrogeno è composto di un solo protone, che si comporta come un ago magnetico. Ponendo l’atomo di idrogeno in forte campo magnetico, “l’ago” magnetico del protone si orienterà parallelamente al campo magnetico. Il fatto che il protone dell’idrogeno si comporta pure come un’onda elettromagnetica, è possibile farlo entrare in risonanza, inviando su di esso un’onda radio della stessa frequenza. Questa onda radio, inviata sull’atomo di idrogeno posto in forte campo magnetico, si farà per cosi dire “accappiare” del nucleo dell’idrogeno, di conseguenza caricandosi di nuova energia entrerà in risonanza e il suo ago magnetico cambierà orientamento. Nell’istante in cui il nucleo cederà l’energia assorbita all’esterno, il suo ago magnetico ritornerà nella direzione originaria. L’onda radio emessa può essere registrata come immagine dell’idrogeno. Senza entrare nei particolari, la risonanza magnetica si base su questo principio. Infatti sfruttando il fatto che varie aree per esempio del cervello non contengono acqua nella stessa quantità e che per ogni molecola d’acqua vi sono atomi di idrogeno e uno di ossigeno, è possibile attraverso la risonanza magnetica disegnare l’immagine interna del cervello. Grazie a questa tecnica è possibile vedere cosa accade all’interno il nostro cervello. È pura coincidenza, causata degli scherzi della natura, il fatto di concederci di guardare il nostro cervello o qualunque altra parte del nostro corpo? A questo punto lascio agli altri il giudizio. Andando un po’ più vicino all’origine delle cose, ti accorgerai che quello potrebbe sembrare difficile lo troverai sorprendentemente ridotto in due sole cose: corpo e spirito. Vediamo in che senso. Ci domanderemo, per questo, cos’è la materia? L’acqua, i nostri libri di scienza, il pane, il nostro corpo e cosi via sono materia. Se provassimo a togliere le cariche elettriche e subnucleari, come si trasformerebbe la materia? Si trasformerà in massa, che essendo equivalente all’energia, di conseguenza repentinamente si trasformerà in energia. È stato già dimostrato. Energia spirituale, mi chiedo? Non so rispondere. Lascio agli altri a giudicare o a quelli che si occupano più squisitamente della “scienza” delle cose di Dio, per altri aspetti. Dunque siamo in presenza di due cose fondamentali: il corpo e l’energia. Se l’energia la ponessimo uguale allo spirito, avremmo il binomio: corpo- spirito. Ciò che noi chiamiamo massa è energia “concentrata”. La massa, tenuta insieme dalle cariche elettriche e subnucleari, da luogo alla materia. Esiste la materia ed esiste l’energia: è noto a tutti. La scienza vera, lo volesse o no, sta andando, senza saperlo, verso la direzione giusta: l’atto creativo, anche se questo sia fuori della sfera della conoscenza umana. Non è tutto. Ammesso che sia stato Dio ad innescare il big bang, dando cosi origine all’universo, da quell’istante in poi tutto si svolse in modo sequenziale, guidato continuamente ed ininterrottamente dallo spazio tempo, indicando alle particelle, elettroni, protoni e neutroni come muoversi e dove convergere. Quello che potrebbe sembrare il caos simile a quello provocato dallo scoppio di una bomba( big bang non è inteso proprio cosi), da li, dal big bang, alla fine, per farla breve, nacquero 92 atomi. Non un miliardo di atomi diversi, che da un caos generale ci si poteva anche attendere, ma solo 92 atomi diversi, il cui numero di protoni uguale quello degli elettroni cresce sorprendentemente da 1 a 92, dando luogo rispettivamente all’’idrogeno, all’elio e cosi via. Nasce la tavola periodica degli elementi. Inoltre, molti sostengono, gli atomi combinandosi fra loro in milioni di milioni di modi, hanno fatto nascere l’uomo, e per puro caso, essi sostengono, un è nato l’uomo, consapevole di sé stesso, che prova sentimenti, che ragiona, che studia gli stessi atomi attraverso la matematica e per via sperimentale. E per rendere il discorso più straordinario, che va al di là della comprensione umana- non su Dio- voglio richiamare l’attenzione di tutti sulla velocità della luce nel vuoto. Una velocità costante di 300 mila km/s. Eppure gli atomi, di cui noi siamo fatti, che essi stessi generano la luce e nello stesso la loro coscienza insieme alla loro razionalità, non sono in grado di concepire che un raggio di luce possa compiere in un solo secondo 300 mila km/s. Qualcosa,dunque, che va al di là della comprensione o dell’esperienza umana. Tutti, se interrogati, si chiederanno:…” come è possibile una velocità costante e quasi istantanea”? Eppure è un fatto oggettivo, misurato. Allora viene da chiedersi è possibile l’esistenza di Dio? Si, rispondo io. Perché se un dato oggettivo, che rappresenta per tutti noi, un fenomeno inconcepibile alla comprensione umana, solo una mente superiore o trascendente può concepire e creare simili fenomeni- e vi assicuro che di misteri ve sono ancora moltissimi- che vanno al di là della pura e razionale comprensione umana. Di fronte a tali fenomeni oggettivi, ma sorprendenti, non c’è parola-compresa la stessa parola Bibblica per chi non crede- che possa farci maturare in noi il senso della fede. È vero, allora, che l’universo è il grande libro della rivelazione. Neanche gli atei possono resistere a non cercare la fede. Ecco la grandezza della vera scienza. Essa ci mette di fronte, con fenomeni oggettivi e riproducibili- di fronte ad una scelta credere o non credere, nonostante la vera scienza non si occupi di cose che vanno al li là del sapere umano. A parte la piacevolezza a cui essa ci invita nel ricercare l’origine di tanti misteri, tuttavia mette tutti nelle condizioni di riflettere e -chi sa- di credere in un grande progetto. Sta di fatto che le più grandi menti del sapere umano, compreso Einstein, sono quasi tutti credenti. E voi che né pensate? È lo spazio tempo, maestro di tanti mestieri, a costruire tutte le cose. Senza lo spazio tempo nulla poteva esistere, anche perché le masse non sono altro che “ concentrati” di spazio tempo. La massa ha origine, non tutti lo sanno, dalla fusione dello spazio tempo. Questo è un concetto più difficile da comprendere. Ma se lo spazio tempo lo si consideri come una madre, si comprenderà che i suoi figli non saranno altro che fatti dalla stessa sostanza della madre, anche se di sesso diverso. La cosa allora appare più semplice. La materia, fatta di atomi, dove maggiormente è più concentrata incurva lo spazio-tempo, creando una “buca”. E’ lo spazio –tempo a dire alle masse più piccole dove e come muoversi. Nasce cosi la dinamica del moto dei corpi celesti e, dunque, per esempio il nostro sistema solare. Il sole, avendo una massa più grande rispetto agli pianeti, crea attorno a sé una grande “buca”a forma di imbuto, sulla cui “ parete” interna si muovano tutti pianeti. Anche i pianeti incavano lo spazio tempo seppure in modo minore. Ora è più facile capire perché per esempio la terra ruota intorno al sole seguendo un solco, da essa stessa scavato lungo la “parete”interna dell’imbuto, “scavato” sullo spazio-tempo dalla massa del sole. Per meglio comprendere come un astro deformi lo spazio tempo, basta che voi immaginiate di poggiare su un telo elastico, teso ( lo spazio-tempo) una palla “pesante” ( il sole). È facile capire pure, per chi studia fisica, che tra la massa inerziale e quella gravitazionale non esiste nessuna differenza. Massa inerziale e gravitazionale sono una sola entità : un “denso volume” di spazio tempo. Gli atomi allora diventano concentrati di spazio tempo. Noi e tutte le cose siamo concentrati di spazio tempo. Lo spazio tempo è anche geometria ed energia. Questa concetto si capirà meglio ove si pensi che l’energia è equivalente alla massa. E poiché la massa è un “concentrato” di spazio tempo, di conseguenza lo spazio tempo non è altro che energia e viceversa. Energia spirituale? Corpo e spirito sono la stessa cosa? Qui finisce la scienza, o meglio, non sa ancora rispondere. Inizia la fede. La teologia si fa avanti.
Intanto ci si può chiedere cosa facesse Dio prima dello spazio tempo.
La risposta di sant’ Agostino è netta : Dio, eterno, è fuori dal tempo. Creando l’universo ha creato anche il tempo.

senza la sua creazione il tempo non sarebbe mai esistito. In altre parole sant’ Agostino, senza saperlo, afferma per certi versi ciò che la mente di Einstein dice : lo spazio tempo formano un’unica entità fisica, essi cioè sono inseparabili. In questo caso spazio e tempo non sono entità assolute, ma relative, formanti un’unica entità fisica. Io, oggi, ho scritto la mia parte, calandomi in queste cose, mi è sembrato di dialogare direttamente col Creatore del mondo. Domani sarà un altro giorno.
LA STUPIDITA' degli UOMINI.
La conoscenza, il sapere e il rispetto della dignità umana formano, a mio avviso, una triade fondamentale a che l'uomo possa comprendere il vero senso della vita all'interno di un universo armonioso...
...Dico allora: .." tu, uomo stupido non turbare almeno la naturalezza di un filo di erba,di una pianta, non oscurare con le tue azioni innaturali la dinamica naturale dell'aria che respiri, non oscurare il cielo azzurro, ...lasci che i raggi del sole seguiteranno ancora, per milioni di anni, il loro naturale cammino;... lasci che raggi del sole incontrino lo scudo,o per cosi dire la corazza naturale del pianeta terra, che la stessa ha generato. Senza il sapere, guarda caso, sorprendentemente, passo dopo passo, gli uomini che tanto amavano la conoscenza, spinti.. dalla loro curiosità ma, in particolare, per lo stupore che si presentava ai loro occhi, ai loro tatti, ai loro olfatti, persino orecchiando, tra tante cose che hanno scoperto,.. un bel giorno scoprirono che la terra porta in seno, genera ed emana attorno a sè onde, a noi invisibili, che questi grandi uomini chiamano, più genericamente, campo magnetico. Nessuna sapeva, prima di loro, che il campo magnetico rappresenta una corazza naturale per la terra. MA la terra in sè, fatta di atomi, non avrebbe avuto nessuno bisogno di alcuna protezione, o scudo per protegersi dai raggi solari o extra solari:...ma generando la vita, " si assunse la responsabilità" di proteggere la vita di tutte le cose.
Allora viene spontaneo dire che la terra, pur essendo fatta di materiale inerte, e per certi versi vitale, è più " intelligente" della stupidità degli uomini.
...... "E' la stupidità di tantissimi uomini ad non accorgersi della loro stessa distruzione".....volendo seguire, non la naturalezza, non la virtù o la conoscenza, e persino la vera scienza, ma i loro crudeli istinti irrazionali di superare, con una buona dose di superbia, quasi a voler sfidare la naturalezza di chi l'ha generati
.......Ecco perchè mi accingo a dare una rappresentazione della Stupidità ......
La conoscenza contro l'arroganza e la stupidità ....Mentre un legionario romano si accingeva ad uccidere Archimede,...Archimede( 287 a.C.Siracusa), grande matematico, fisico ed ingegnere, non curandosi della spada del soldato romano, pur volendo continuare a vivere per completare la sua opera di ricerca, ...tutto assorto nel suo lavoro di ricerca, diceva ... non turbare i miei circoli , ....lasciami completare la dimostrazione nella quale sono intento.....Archimede peri' sotto la spada del soldato romano,ma le idee di Archimede continuarano e continuo a vivere, e altri ripresero la sua opera....e non a caso io sono qui a ricordarlo. Il saldato romano continuò a vivere insieme alla sua stupidità, e se quel soldato romano aveva figli lasciava in eredità , magari tante ricchezze, ma anche tantissima stupidità. ...Fortuna vuole che quasi sempre a fare la storia, la vera storia sono pochi,: i pochi finiranno primo o poi a vincere sempre. Ma se tutta la vita sulla terra scomparirà per stupidità di tantissimi "legionari romani moderni",anche quei pochi uomini, amanti della conoscenza e della bellezza dell'universo, saranno gli ultimi a scrivere... perchè tutto finirà per la stupidità degli uomini. ....Oggi, per fare un esempio significativo, i grandi legionari romani sono quei potenti assorti, non in un lavoro di ricerca come Archimede, ma a vincere una gara, ...la gara è il petrolio,... e la gara sarà vinta da chi bruciarà più petrolio nel minore tempo possibile,... dimenticandosi però , essendo stupidi, che questa volta l'aria che essi respireranno li farà morire.
Il petrolio, prezioso liquido, finirà comunque prima o poi...: Il fatto più crudele è la stupidità di questi potenti, che non capiscono come distrubuire nel tempo e nello spazio il pregioso combustibile a che l'aria che respirano travi il giusto equilibrio, .o meglio, detto in un altro modo, per cosi dire, la giusta simbiosi, in proporzione corretta, tra l'aria e i fumi del combustibile bruciato. ...E la natura, lo dico a chi non lo sa, sa pesare e fare le giuste proporzioni: ..........:la natura ha la mente matematica .
..Quanto più numerosi saranno questi "uomini" potenti, senza scrupoli, tanto più numerosa sarà la stupidità in competizione.
Il sapere nobilita l'uomo, ..il sapere rende l'uomo saggio,...il sapere come conoscenza del mondo, della natura in cui l'uomo vive,...il sapere come amore verso la natura, il sapere delle cose che la natura contiene,... il sapere del perchè la natura genera le cose,.....il sapere del perchè delle cose in natura: di una goccia d'acqua, di un filo d'erba, di un albero, di un'ape, di una formica, di una foca, di una balena, di un elefante, di un leone, di un pesce.....e cosi via.. l'elenco è lunghissimo. Quanto più tale elenco rimane in equilibrio e stabile tanto più l'uomo vive meglio e a lungo ....
.... Un giorno mi incontrò una tartagura... La tartarura mi dice :...sai.. io sono, per eccellenza, ritenuta la più lenta,
...non mi dispiace,.. anzi sono contenta di essere cosi lenta....dice un proverbio: "...chi va piano va lontano"...... Io sono molto longeva: vivo a lungo. ....mi dice pure: " ... temo però la stupidità dell'uomo predatore.
... ...venuta a conoscenza che se potesse correre alla velocità della luce, la mia vita si allungherebbe tantissimo, potrei cosi avere tutto il tempo per raggiungere un altro pianeta....
E' vero, risposi io....
... Ma se tutte le cose seguirebbe poi il tuo esempio, non rimarebbe più nulla sul pianeta terra.
....Ribattè la tartaruga:.. "non è vero, ..... sulla terra rimarebbe la stupidità degli uomini predatori".
...e noi tutti potremmo ritornare sulla terra ancora giovani, quando tutta la stupidità degli uomini predatori sarà molto vecchia o sarà completamente morta...E se per caso non sarà tutta morta, sarà sicuramente molto vecchia.......
......e da vecchi, ..dice la tartaruga, si diventa sempre saggi.
....Rispondo io:......Non ci avevo pensato....già... perchè la saggezza solitamente appartiene alla vecchiaia?.........
....Forse perchè l'uomo, vedendo la fine dei suoi giorni, va alla ricerca del tempo perduto inutilmente e, riportandosi con gli occhi della mente all'età della sua adoloscienza, ricorda la sua naturalezza ? ......
......a domani........
La vita e la morte
Trovo il tema della morte molto interessante per molteplici motivi. Uno dei motivi in particolare che mi spinge a trattare il tema della morte è questo: quello di sforzarmi ad immaginare come mi apparirebbe la vita senza morte. Mi chiedo, la morte è un difetto di imperfezione che possa essere sfuggito nell'atto in cui ebbe inizio la creazione dell'intero universo o piuttosto la cornice che da completezza alla vita all'interno della creazione? E' interrogativo interessante. Da una parte trovo la morte come la cosa più orribile, ..solo pensandola cado in depressione e divento nello stesso istante molto pessimista della stessa vita...tanta depressione e pessimismo che tuttavia poi mi spingono ad amare più la vita. ..E' paradossale questa cosa! Due istinti cosi lontanti e in contraddizione.... Un'imperfezione, terrificante, che mi spinge ad amare più la vita. Come è possibile che un'imperfezione, la morte, mi spinge ad amare di più la vita? ....una volta nato e divenuto cosciente mi trovo in universo cosi armonioso, nel quale però trovo una delle più grandi imperfezioni, la morte. ..Chi non nasce è nella posizione migliore, per cosi dire: ...è solo un modo di dire. ...E poichè ciò è un mio sentimento, non volendo mai abbondare la visione dell'universo, dico che sarebbe stato meglio se io fosse nato. ..Allora la morte è un'imperfezione?....Come è possibile che a Dio, infinitamente grande, ha potuto sfuggire, nella costruzione dell'universo, un tremendo errore? ..non poteva fare di meglio?....poteva togliere questo " errore", facendo in modo che io potesse amare ugualmente ed intensamente la vita, senza cioè l'imperfezione della morte?...E' questo il punto in cui le cose sembrano farsi cosi complicate...la tua mente diventa confusa....mi chiedo la morte è errore o un bene? ...come mi apparirebbe la vita senza la morte, visto che sono nato? Quale sarebbe stata la vita senza questo vincolo di morte? ....sarebbe stata vitale ed dinamica ugualmente..oppure monotona o completamente piatta?....ci saremmo ugualmente posti l'obbiettivo di scoprire i misteri che l'universo nasconde? ....................